Sono le dieci di sera, i conti sono sul tavolo e tuo figlio sta comprando una spada in un videogioco
Una storia per chi ha tra i 34 e i 57 anni o più, lavora tanto e ha smesso di credere alle promesse facili.
Prova a vederla con me, questa scena.
È venerdì sera. La cena è finita da poco, i piatti sono ancora nel lavello. Tu sei seduto in cucina con il telefono in mano e davanti a te c’è la bolletta della luce, quella che questo mese è arrivata più alta del solito. Fai due conti a mente. Ci stai dentro, come sempre. Ma per un pelo, come sempre.
Dal divano arriva un suono che conosci bene. È tuo figlio, che gioca. Ti avvicini e vedi che sta per comprare un oggetto nel gioco: una spada luminosa, un mantello, un personaggio nuovo. Quattro euro e novantanove.
Lui è felice. Tu un po’ meno.
E poi, magari per la prima volta, ti viene una domanda strana:
“Ma questi soldi, a chi vanno?”

Vanno a qualcuno. Ogni giorno, in tutto il mondo, miliardi di persone giocano sul telefono e spendono piccole cifre. Uno, tre, cinque euro alla volta. Qualcuno, dall’altra parte, li incassa.
Fino a oggi tu sei sempre stato dalla parte di chi paga.
Questo articolo parla della possibilità di stare, almeno per un pezzetto, anche dall’altra parte.
Prima di andare avanti, ti dico chi sono
Mi chiamo Rocco Fava, ho 68 anni e sono un membro attivo di WE COM.
Ti dico una cosa che di solito chi scrive questi articoli non dice: nella mia vita ho provato tante strade per costruirmi un’entrata in più, la maggior parte delle volte mi è andata male. Ho letto tutti i libri che ho trovato, ho frequentato corsi su corsi, ho creduto a persone che parlavano bene e mantenevano poco.
Per questo so esattamente cosa stai pensando adesso. “Eccone, un altro.”
Va bene così. Anzi, tieniti stretta quella diffidenza, perché ti servirà. Io non ti chiedo di fidarti di me. Ti chiedo solo di leggere fino in fondo e poi di decidi con la tua testa.
Quello che vuoi davvero (e che quasi nessuno ti dice ad alta voce)
Non vuoi diventare ricco in sei mesi. Ci hai già creduto una volta, o hai visto qualcuno crederci, e sai come è finita.
Quello che vuoi è più semplice e più profondo.
Vuoi arrivare a fine mese senza quel nodo allo stomaco. Vuoi poter dire di sì a una gita dei figli senza fare calcoli. Vuoi smettere di lavorare per i soldi. Vuoi mettere da parte qualcosa per quando il lavoro sarà più pesante, o non ci sarà più. Vuoi un’entrata che non dipenda solo dalle ore che fai sul tuo posto di lavoro, perché le ore sono quelle e non ne arriveranno di nuove.
In una parola: vuoi possedere qualcosa che lavori anche quando tu non stai lavorando.
È il desiderio più antico che esista. I nostri nonni lo realizzavano comprando un appartamento da affittare, o un pezzo di terra. Oggi un appartamento costa quanto una vita intera di sacrifici.
E allora ti chiedi : esiste un modo, alla portata di una persona normale, per possedere un pezzetto di qualcosa che altri usano e pagano ogni giorno? Sai quante volte me lo sono chiesto anche io? Tante, tantissime volte
La risposta è nel telefono di tuo figlio e nel tuo telefono, iI mercato più grande del mondo.
Secondo i dati presentati nelle formazioni WE COM, oggi nel mondo ci sono circa 3,8 miliardi di persone che giocano dal telefono. Entro il 2030 si parla di 4 o 5 miliardi. Il giro d’affari del gioco, sempre secondo quanto illustrato, è destinato a passare da circa 200 a circa 400 miliardi di dollari.
Sono numeri talmente grandi che magari a te non dicono niente.
Allora facciamo come ha fatto il CEO di WE COM, Dietmar Atz, durante l’ultima formazione: apri il playstore, o quello di apple del tuo telefono e tocca dieci giochi a caso. Non i più famosi. Proprio a caso.
Guarda quante volte sono stati scaricati. Vedrai che trovare un gioco sotto il milione di scaricamenti è più difficile di quanto pensi. E molti di questi giochi sono sempre uguali, giorno dopo giorno.
Tieni a mente questo numero, un milione. Ci torniamo tra poco.
Il principio del quadro prestato al museo
Adesso ti spiego il metodo di WE COM con un’immagine, perché le parole tecniche lasciano il tempo che trovano.
Immagina di possedere un quadro. Un’opera originale, numerata, con la firma dell’artista e un certificato che dice che è tua.
Un museo ti chiama e ti dice: “Il tuo quadro ci interessa. Vorremmo esporlo nelle nostre sale. Resta tuo, nessuno te lo toglie. Ma ogni volta che la gente entra a vederlo, dividiamo con te una parte degli incassi.”
Tu il quadro non lo perdi. Il museo lavora, la gente entra, e una parte di quel movimento arriva a te.
I GAME ART NFT di WE COM funzionano con questa logica.
- Il quadro è un’opera d’arte digitale originale, disegnata dai grafici di WE COM, non generata da un computer. Ogni opera è numerata e certificata su blockchain, che è semplicemente un registro digitale che nessuno può modificare e che dice: questa è tua.
- Il museo è il gioco che WE COM sta costruendo sulla piattaforma WE PLAY.
- I visitatori sono i giocatori di tutto il mondo.
Quando possiedi un GAME ART NFT, puoi chiedere di entrare nei circoli riservati di WE COM. Se vieni ammesso, firmi un contratto, uno per ogni NFT, con cui concedi a WE COM l’uso dell’immagine. Non la proprietà: l’uso. La tua opera può diventare un personaggio, un oggetto, un elemento di un gioco, oppure finire stampata su una maglietta o un cappellino.
Secondo quanto spiegato nella presentazione ufficiale, i benefici generati da questo utilizzo vengono divisi: il 50% va ai possessori degli NFT.
Il CEO ha spiegato che il sistema è pensato per usare tutte le opere allo stesso modo, così che non ci sia un quadro esposto dieci volte e un altro mai.
Quello che ti spetta finisce ogni giorno nella tua area riservata e lo ritiri quando vuoi.
Come si misura la tua parte: i punti
Qui c’è il dettaglio che fa la differenza, e che ti chiedo di leggere con calma.
Ogni GAME ART NFT ha un valore che decidi tu, da un minimo di 500 euro a un massimo di 10.000 euro. Ogni 250 euro di valore corrispondono a 1 punto.
- Con 500 euro hai 2 punti.
- Con 1.000 euro hai 4 punti.
- Con 10.000 euro arrivi al massimo, 40 punti.
La parte destinata ai possessori viene divisa per tutti i punti esistenti. Così si ottiene il valore di un singolo punto, che poi viene moltiplicato per i punti che hai tu.
E il valore lo puoi aumentare nel tempo, a passi di 250 euro, quando e se vuoi. Nessuno ti obbliga.
La rarità dell’opera, invece, è un’altra cosa: ci sono quattro livelli, Standard, Raro, Epico e Leggendario, e li assegna il sistema. È una questione da collezionisti. La tua parte la decidono i punti, non quanto è rara l’immagine.
Cosa stanno costruendo, dentro quel museo
Un quadro in un museo vuoto non serve a nessuno. Quindi la domanda giusta è: che gioco sarà?
Oggi su WE PLAY ci sono già due giochi attivi, SLAP&WIN, basato sul calcolo e sulle carte, e RED BARON, ispirato al celebre pilota della Prima guerra mondiale. Li puoi provare gratis, con le monete d’argento che vengono caricate ogni notte.
Ma quello che mi ha colpito è ciò che il CEO ha raccontato nella formazione del 20 ottobre.
Immagina un gioco che sembra un film. Una storia lunga, nello spirito del Signore degli Anelli, ma senza violenza, pensata perché anche una mamma la guardi da sopra la spalla del figlio e sia tranquilla. Quaranta paesi da esplorare e quaranta regni. Circa 350 mappe. Le opere grafiche della collezione dentro la storia. Album da completare, come le figurine che raccoglievi e scambiavi da bambino.
E una struttura che non si esaurisce in un mese: 15 stagioni già preparate, ogni stagione dura tre mesi, ogni settimana è un episodio, ogni giorno una storia nuova con giochi e tornei. Quasi quattro anni di racconto già scritti.
Adesso fai un ultimo sforzo di immaginazione.
È una domenica pomeriggio di qui a qualche mese. Tuo figlio è sul divano, sta giocando. A un certo punto sullo schermo compare una figura: un cercatore di tesori, con la mappa in mano.
E tu sai una cosa che lui non sa. Quella figura è tua.
Nella formazione, il CEO ha fatto un calcolo partendo da un’ipotesi che lui stesso ha definito prudente: un milione di giocatori, appunto, e un euro di utile al mese per ciascuno, tra piccoli acquisti e pubblicità.
Ti dico la verità: il risultato di quel calcolo qui non lo scrivo.
Non perché sia un segreto, ma perché è un’ipotesi. E un’ipotesi scritta su un blog, letta in fretta, diventa una promessa. Io di promesse ne ho ricevute abbastanza nella mia vita per non volerne fare a te.
Se vuoi, quel calcolo te lo mostro a voce, numero per numero, con le ipotesi su cui si regge. Poi decidi tu se ti convince.
Le cose che devi sapere prima di dire sì
Siccome ti ho promesso onestà, eccole.
Il grande gioco di cui ti ho parlato è ancora in costruzione. Chi entra adesso entra prima che il museo apra le porte al pubblico. È proprio per questo che oggi i posti ci sono, ma è anche il motivo per cui devi entrare con la testa e non con la pancia.
Dentro WE COM stessa si ammette che l’azienda a volte è lenta a mantenere i tempi annunciati. Preferisco dirtelo io, piuttosto che lo scopra dopo.
La tua parte dipende dall’utilizzo reale delle opere e da quanti giocatori arriveranno davvero. Non c’è una cifra garantita.
E l’ultima, la più importante: usa solo soldi che puoi permetterti di impegnare senza mettere in difficoltà la tua famiglia. Se per entrare devi rinunciare alla bolletta di cui parlavamo all’inizio, allora non è il momento. Torna quando lo sarà, sempre che ci siano ancora posti.
Questa è la domanda che mi fanno più spesso. Ti racconto cosa ho sentito e cosa ho visto.
Nella presentazione ufficiale è stato detto che chi ha acquistato finora ha, in media, almeno 3 GAME ART NFT. Il motivo è umano, prima ancora che economico: molti ne prendono uno per sé, per capire. Poi, quando hanno capito, ne prendono uno per il figlio, uno per la figlia, uno per il nipote. È stato anche spiegato che le opere sono certificate su blockchain e, in caso di successione, passano agli eredi.
In pratica è un piccolo pezzo di futuro che puoi lasciare a chi ami.
C’è poi un ragionamento pratico che è stato condiviso in formazione. Un NFT da 2.000 euro vale 8 punti. Quattro NFT da 500 euro valgono anche loro 8 punti.
Oggi è la stessa cosa. Ma ogni NFT può arrivare al massimo a 40 punti: con un solo NFT il tetto è 40, con quattro il tetto diventa 160. Più opere significano più spazio per crescere nel tempo, se un giorno decidessi di aumentarne il valore.
Lo dico chiaro però: più NFT significa anche più impegno economico. Ha senso solo se hai un piano e se te lo puoi permettere. Se invece vuoi partire con uno solo, è una scelta rispettabilissima. Anche io, la prima volta, sono entrato per capire.
La collezione è di 3.000 GAME ART NFT in tutto e non è prevista un’altra tiratura per questo progetto.
C’era una scadenza del 31 agosto ma la vendita prosegue fino a esaurimento.
Ma c’è un dettaglio che il CEO ha detto il 20 ottobre e che non posso tacerti: secondo lui la vendita potrebbe chiudersi prima ancora che le 3.000 opere siano finite.
Non ti dico di correre. Ti dico di informarti adesso, finché puoi ancora scegliere.
Ci sono due strade, e la scelta è solo tua.
La prima: avere e basta. La registrazione a WE COM è gratuita. Per acquistare un GAME ART NFT non serve nessun abbonamento. Compri la tua opera, chiedi di entrare nei circoli e lasci che il museo faccia il suo lavoro.
La seconda: avere e collaborare. Se ti piace l’idea di far conoscere il progetto ad altre persone, puoi attivare la quota associativa annuale e diventare collaboratore.
In questo caso WE COM riconosce una commissione sulle opere acquistate dalle persone che hai presentato, e una parte su quanto si muove nella rete che costruisci nel tempo. Ma non sei obbligato a farlo. Puoi restare un semplice possessore per sempre.
Per trasparenza: io ho scelto la seconda strada. Se acquisti tramite me, WE COM mi riconosce una commissione. Mi sembra giusto che tu lo sappia.
Il prossimo passo è piccolo
Non ti chiedo di comprare niente oggi.
Ti chiedo una cosa sola: scrivimi la parola “MUSEO”.
Puoi farlo per email a roccofava5@gmail.com, oppure dai miei canali che trovi su roccoplay.it
Io ti rispondo personalmente. Ti mostro il documento ufficiale aggiornato, ti faccio vedere quel calcolo con il milione di giocatori, ti spiego le condizioni del momento e rispondo a ogni tua domanda, anche a quelle scomode. Soprattutto a quelle.
Poi decidi tu. Se mi dici di no, resteremo in contatto lo stesso, e continuerai a ricevere i miei approfondimenti.
Il mio motto lo conosci: usare il digitale per costruire nel tempo, non solo per passare il tempo.
Quella sera in cucina, con la bolletta sul tavolo e il rumore del gioco dal divano, puoi continuare a guardare. Oppure puoi cominciare a capire.
Rocco Fava
Membro attivo WE COM
P.S. Se sei arrivato fin qui, una parte di te ha già fatto la domanda giusta: “a chi vanno quei soldi?”. Scrivimi “MUSEO” e cerchiamo insieme la risposta.
Nota: i dati e i meccanismi descritti sono tratti dalle presentazioni e dalle formazioni ufficiali WE COM. Le condizioni possono cambiare: verifica sempre i documenti aggiornati prima di qualsiasi acquisto. Eventuali benefici dipendono dall’utilizzo reale delle opere e non sono garantiti

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